La mostra che il Mart presenta a Budapest ripercorre i momenti salienti dell’attività dell’artista dal 1915 al 1950, momenti caratterizzati soprattutto dall’adesione al futurismo che sfocerà nella pubblicazione del manifesto “ricostruzione Futurista dell’Universo” firmato dall’artista nel 1915 con Giacomo Balla. È per Depero e i futuristi il sogno di un’opera d’arte totale, che caratterizzò tutto il suo lavoro, dalla pittura alla scultura, dalla grafica al design. Le prime opere, i complessi plastici, sono realizzati con materiali poveri (fili metallici, vetri, cartoni, carte veline) e capaci di movimenti metallici. Nel1916 Depero realizza le scenografie e i costumi per il balletto Chant du rossignol e nel 1918 costruisce le marionette di legno colorare per i balli plastici. Nel 1919, a Roveretom dà vita a un suo grande sogno, aprire una casa d’arte futurista specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi in panno. Nel 1928 si trasferisce a New York dove resterà fino all’ottobre del 1930. Qui apre la Depero’s Futurist House. Negli anni Cinquanta, infine, l’artista progetta e realizza, grazia alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista d’Italia, una curiosa e intelligente consacrazione delle sua opera. |