La più grande opera che sia stata mai dedicata al Futurismo, i Nuovi Archivi del Futurismo, viene presentata venerdì 4 dicembre a Roma nella sede della Quadriennale, in Villa Carpegna, alle ore 11. L’opera è costituita da sei volumi, che documentano la molteplice attività svolta dal movimento nei trentacinque anni della sua storia, cominciata nel 1909 con la pubblicazione del famoso manifesto fondativo sul quotidiano parigino “Le Figaro” e conclusasi con la morte di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944.
È la Quadriennale di Roma che promuove la pubblicazione dei Nuovi Archivi del Futurismo presso De Luca Editori d’Arte. Sono decisivi partner dell’iniziativa tre Direzioni Generali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Beni Librari, Archivi e Organizzazione-Innovazione). A loro si aggiungono il CNR, la Fondazione Roma, la Fondazione Banco di Napoli e il Comitato per le Celebrazioni del Centenario del Manifesto futurista, centenario che ricorre quest’anno. Il Ministero degli Affari Esteri è partner imprescindibile per la diffusione dell’opera all’estero, soprattutto tramite la rete degli Istituti Italiani di Cultura.
Il coordinamento scientifico dell’opera è di Enrico Crispolti, Professore emerito di Storia dell’Arte contemporanea all’Università di Siena, che ha costituito una équipe di studiosi e ricercatori.
I sei volumi avranno formato 24x33 cm, rilegati in tela con sovraccoperta, con uno sterminato apparato iconografico interamente a colori. Saranno arricchiti da abstract in lingua inglese, dato il rilievo internazionale dell’opera.
I primi due volumi, intitolati Manifesti programmatici e Cataloghi di esposizioni – ognuno di circa seicento pagine – usciranno nel maggio 2010. Le riproduzioni a colori dei singoli manifesti e delle pagine dei cataloghi, oltre a conferire piacevolezza ai volumi, consentono una estrema facilità ed immediatezza di consultazione.
Gli altri quattro volumi saranno pubblicati gradualmente entro il 2012.
Questo primo censimento potrà successivamente costituire il nucleo embrionale di una guida on line dei fondi documentari inerenti al Futurismo quantomeno nazionali, che potrà essere pubblicata sui sistemi informativi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. |